Con la calma di chi è reduce da una tempesta, siamo (Daniele e Federico) così andati a portare il bagaglio nella nave e a segnalare che si era liberata una poltrona. L'orario di partenza era fissato per le 15.30, e il resto del tempo è stato speso a scrivere le cartoline (quello di Williams è l'ufficio postale più a sud del mondo), a cambiare le prenotazioni aeree del resto del viaggio, a mangiare un paio di empanadas fritas (l'ideale prima di salire in barca!) e a fare la spesa al supermercato (cotognata, acqua, albicocche magiche).

Quando erano ormai le tre ci siamo incamminati verso il molo: dall'alto abbiamo visto che "la barcaza" aveva mollato gli ormeggi e si avviava tranquilla ma decisa lungo il canale Beagle. Per un attimo anche Daniele ha perso il consueto aplomb e ha accennato a un paio di passi di corsa. Ma non eravamo gli unici a essere stati abbandonati: tre ragazze toscane sbucate da una strada laterale hanno iniziato a ululare come delle sirene di una nave e per fortuna sono riuscite a fer rientrare la barcaza.

Una volta sulla nave abbiamo scoperto che in paese oltre all'autista del pullmino l'altra suprema autorità è il gestore della Barcaza. Il quale appena ha saputo che Edoardo era partito in aereo (non poteva passare certo inosservato) aveva venduto la sua cuccetta a un camionista corpulento. A nulla sono valse le proteste di Federico che oltre al diploma di interprete cral ha anche dalla sua una paio di Telenovelas di TVE (Calle nueva, e El secreto) essenziali per colorire un po' i dialoghi.

Pertanto, sul ponte della nave sotto la prima nevicata ci siamo rassegnati a spartirci l'unica cuccetta organizzando una parvenza di turni. La prima notte in cuccetta spettava a Daniele e la seconda a Federico. Durante la cena (bisognava cenare a turni di 5) servita dal camionista corpulento che fungeva da cameriere e aiutante cuoco, un motore si è rotto e la Barcaza si è girata per procedere in retromarcia. Non certo incoraggiante, visto che erano passate poche ore dalla partenza. Dopo cena siamo passati di fronte a Ushuaia che splendeva al sole del tramonto sbucato al di sotto delle nuvole.


Di notte Daniele ha avuto la sgradevole sorpresa di constatare che il camionista-cameriere è anche il campione nazionale in carica di russamento e i suoi barriti erano capaci di sovrastare il ruggito dei motori. I due sposini francesi con cui dividevano la cabina il giorno dopo erano stravolti.

Abbiamo trascorso gran parte della giornata sul ponte di comando ad ascoltare i racconti del capitano e ad assistere alle operazioni della navigazione. Curiosa la tecnica di pilotaggio: chiunque fosse il pilota, la nave procedeva perennemente a zig-zag, come un sentiero patagonico. Nel pomeriggio ci siamo shakerati un po' nel passaggio oceanico ma questo non ha turbato il nostro appetito per andare a cena alle 17.30. La seconda notte è passata rapidissima (almeno per Federico a cui toccava la cuccetta) e alla mattina di buon ora siamo scesi al molo di Punta Arenas, dopo esserci fatti rincorrere dall'ufficiale addetto alla riscossione dei biglietti.

La giornata si è conclusa con la visita alla pinguinera assieme ad alcuni marinai e marinaie di una nave militare spagnola seguita da una piacevole cena in compagnia a base di pesce, durante la quale abbiamo scoperto che "la barcaza" rispetto alla loro era una nave da crociera.

Il giorno successivo è iniziato il nostro rientro in Italia con soste nella piovosa Chiloé e nella accaldata Santiago.